Ho iniziato a leggere questo romanzo di mattina: avevo mezz'ora libera ed ero incuriosita dalla trama. Diverse ore dopo mi sono accorta che avevo mandato all'aria il programma della giornata e avevo quasi finito il libro. Per questo motivo oggi parlo di "Pelli", il secondo romanzo di Rachele Salvini, docente di Scrittura e autrice trascinante.
È una storia di famiglie disfunzionali, disuguaglianze razziali, violenza di genere e riscatto. La protagonista è Zelda, vedova di Tom, un affascinante chirurgo con inclinazioni feticiste. L'atteggiamento manipolatorio dell'uomo l'ha indotta negli anni a tenere un comportamento passivo e accondiscendente. Adesso che Tom è morto, pur essendo libera di decidere per se stessa, Zelda è frenata nelle azioni in quanto ostaggio dei sensi di colpa. I problemi familiari di suo figlio Gareth, divorziato e padre di una bambina, saranno la molla che farà scattare in lei il cambiamento.
Il romanzo è ambientato in Oklahoma, dove l'autrice ha studiato e tuttora risiede. Gli elementi della cosiddetta "terra dell'uomo rosso" che si ritrovano nel romanzo sono il fascino della natura selvaggia (di cui l'autrice già ha scritto), il legame scomodo con i nativi americani e l'omicidio di tre ragazzine scout avvenuto nel 1977 il cui unico sospetto – mai condannato – è guarda caso un uomo di origini cherokee.
"Pelli" per me è una bella conferma. La scrittura di Salvini è meno paratattica che in "No-big-deal", rendendola più fluida e accogliente. Le scene si susseguono con sicurezza, senza inciampi o confusione, su un sottofondo di musica che spazia dal country di Hank Williams al folk di Bob Dylan. L'atmosfera – l'elemento che mi ha tenuta attaccata alle pagine – risulta molto efficace nella tensione che si crea grazie ai chiaroscuri tra presente e passato. Temi già affrontati nel primo romanzo quali l'autostima, le relazioni tossiche, la rabbia e il feticismo, sono qui riproposti in chiave differente, ossia filtrati attraverso l'introspezione psicologica di una donna matura. La narrazione in terza persona focalizzata su Zelda rivela infatti tutto di lei: presente, passato, dubbi, rimorsi, rimpianti e pensieri – tantissimi pensieri. Le pagine sono costellate di punti interrogativi, ognuno è una domanda che Zelda pone a se stessa e tutte insieme descrivono in maniera efficace una donna che ha vissuto per soddisfare le aspettative di suo marito. Adesso, libera ma sola, da che parte andrà?
Zelda ancora una volta cerca di fare la cosa giusta, con una differenza sostanziale: stavolta sarà lei a decidere cosa è giusto e cosa no.
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