MEMORIE DI UN RIVOLUZIONARIO
di Pëtr Kropotkin - Elèuthera, 2025
Tra i grandi classici del pensiero libertario, Memorie di un rivoluzionario di Pëtr Kropotkin è uno dei testi più significativi per comprendere non solo l’anarchismo, ma la storia politica e culturale dell’Ottocento europeo. Con questa nuova edizione, Elèuthera completa il suo percorso di pubblicazione delle opere principali dell’anarchico russo, già rappresentato in catalogo con Il mutuo appoggio, Campi, fabbriche, officine e Scienza e anarchia.
Il libro ripercorre l’intera vicenda biografica di Kropotkin, figura di scrittore, scienziato, esploratore, filosofo che da giovane principe dell’aristocrazia zarista scelse di schierarsi con i contadini e gli oppressi. Le Memorie seguono il suo percorso dagli anni di formazione all’accademia militare di San Pietroburgo alle spedizioni scientifiche in Siberia, fino alla prigionia e alla fuga rocambolesca, all’esilio in nell’Europa Occidentale e ai rapporti con figure centrali del movimento anarchico come Bakunin e Élisée Reclus.
Il tono è sobrio e diretto. Kropotkin racconta la propria vita senza retorica, con la precisione dello scienziato e l’attenzione dell’osservatore sociale. Le sue esperienze diventano il punto di partenza per una riflessione più ampia sul rapporto tra libertà e giustizia, tra cooperazione e potere. Le Memorie non sono soltanto un documento storico, ma una testimonianza sulla possibilità di coniugare impegno politico e ricerca scientifica, rivoluzione e umanesimo.
Riletto oggi, Memorie di un rivoluzionario conserva un’attualità evidente. In un’epoca segnata da nuove disuguaglianze e da nuove forme di fascismo e autoritarismo, la voce di Kropotkin richiama l’idea di una trasformazione possibile, basata sull’autorganizzazione, sull’aiuto reciproco e sul rifiuto dell’autoritarismo. Non c’è in queste pagine l’illusione della purezza rivoluzionaria, ma la consapevolezza che la libertà, come l’evoluzione, è frutto di un processo condiviso e mai autoritario.
Kropotkin racconta la sua vita da rivoluzionario non come un evento violento, ma come un percorso di emancipazione continua. Le Memorie mostrano che la cooperazione e la solidarietà non sono principi morali astratti, ma strumenti rivoluzionari verso il progresso umano e sociale.



