GRIDARE, FARE, PENSARE MONDI NUOVI
di Marco Calabria - Elèuthera, 2025
Gridare, fare, pensare mondi nuovi (elèuthera, 2025) è un libro che ha il passo della memoria e lo sguardo del futuro. Raccoglie scritti e interventi di Marco Calabria1, giornalista, poeta, militante, figura schiva ma centrale nei movimenti sociali italiani degli ultimi decenni. La cura è di Gianluca Carmosino, con una prefazione intensa di Raúl Zibechi, amico e compagno di strada.
Il volume è costruito attorno a tre verbi che raccontano bene la vita e l’impegno di Calabria: pensare, gridare, fare. Nel primo nucleo si trovano riflessioni sul potere e sul dominio, sull’informazione e sulla necessità di inventare linguaggi nuovi. Nel secondo spazio c’è il “gridare”: reportage, denunce, storie di resistenza e ribellione, scritti che portano dentro conflitti dimenticati e battaglie civili. Infine, il “fare”, che per Calabria è sempre stato decisivo: il racconto di esperienze comunitarie concrete, di lotte locali e globali capaci di immaginare un mondo diverso, dall’acqua pubblica di Cochabamba alle comunità indigene del Centroamerica.
Zibechi nella prefazione ne traccia un ritratto affettuoso e nitido: un “artigiano del tempo”, capace di lavorare con lentezza e precisione, lontano dai clamori mediatici ma vicino alle persone. La sua etica non era fatta di proclami, ma di coerenza quotidiana. Carmosino e Troisi, nell’introduzione, ricordano come Calabria abbia contribuito a diffondere in Italia pensatori critici come John Holloway, María Galindo e Gustavo Esteva, e come abbia fatto di Comune-info uno spazio indipendente e comunitario, capace di resistere alle logiche del mercato e dell’informazione mainstream.
Ciò che colpisce, leggendo queste pagine, è la voce di Calabria: insieme rigorosa e poetica, militante e tenera. Non si tratta solo di un testimone di lotte, ma di un intellettuale che ha sempre scelto di “camminare domandando”, senza risposte definitive, cercando piuttosto complicità e possibilità condivise. Nei suoi testi il racconto delle rivolte – dagli zapatisti al movimento no global, dall’Argentina del 2001 alle lotte contro l’estrattivismo – si intreccia con riflessioni filosofiche e con piccole storie quotidiane, perché per lui politica e vita erano inseparabili.
Gridare, fare, pensare non è un semplice omaggio a un giornalista scomparso, ma un libro che parla al presente. È un invito a non arrendersi all’idea che non ci siano alternative, a gridare contro le ingiustizie, a costruire comunità nuove a partire dalle relazioni di tutti i giorni. Calabria ci ricorda che la rivoluzione non è un orizzonte lontano, ma un esercizio quotidiano di dignità e immaginazione.
In tempi in cui l’informazione sembra sempre più schiacciata dall’urgenza e dalla superficialità, questo libro restituisce il valore di una scrittura lenta, appassionata, capace di tessere legami e di aprire spiragli. È un’eredità preziosa, e un invito concreto a continuare a pensare, gridare e fare.




