AMORE
di Toni Morrison
L’AMORE E I SUOI DEMONI
Nel romanzo Amore (Sperling & Kupfer ed.) la scrittrice Toni Morrison rende lo scavo nell’animo umano mezzo e fine di una profonda analisi sociale e culturale della comunità afroamericana.
Al centro della vicenda è l’amicizia tra due bambine, Heed e Christine, che si infrange a causa del matrimonio tra il nonno della seconda, Billy Cosey da lungo tempo vedovo, con la prima delle due; l’uomo possiede un albergo di lusso che negli anni quaranta accoglie i neri benestanti.
Cosey si diverte a creare rivalità tra le donne che in qualche modo gravitano nella sua sfera affettiva, inducendole a lotte feroci tra loro pur di prevaricare e mantenere i diritti economici faticosamente conquistati.
Accade, allora, che l’amore volge rapidamente in odio, che il sentimento più nobile e puro si trasforma in quello più abbietto e brutale: tutto ne risulta stravolto, ogni accenno di umanità sbriciolato nel più inquietante dei risvolti.
Una volta fatto a pezzi, l’amore non diventa altro che pallida ombra di ciò che fu. Neppure il ricordo resta a memoria di un legame sconfitto con troppa facilità da beni materiali e dalle battaglie condotte con l’unico scopo di appropriarsene.
L’odio diventa l’altare sacrificale su cui l’amore è abbandonato fino a completo dissanguamento: i protagonisti della storia vivranno solo per accrescerlo, essendo la loro unica ragione di vita.
“Eppure un anno dopo l’inizio di quelle battute di pesca, Sandler cominciò a vedere la ricchezza di Cosey non come un martello brandito da un uomo risoluto ma come il giocattolo di un uomo sentimentale. I ricconi potevano comportarsi da squali, ma ciò che li spingeva ad agire era la golosità dei bambini. Desideri infantili come potevano crescere solo nel prato dei sogni di una ragazzina: adorazione, obbedienza e divertimento a tempo pieno. Vida era convinta che un amico potente, generoso, la guardasse dal ritratto appeso dietro il banco della reception. Ma solo perché non sapeva chi guardasse in realtà”.
Una pagina dopo l’altra prende sempre più corpo un rancore assoluto che si erge su tutto come una grossa luna nera in grado di fagocitare ogni residuo di luce.
Scomparso il sentimento che univa le due bambine e sostituito da una tragedia che affonda le radici in un magma di ferocia inimmaginabile, emerge chiaramente il significato dell’opera: Toni Morrison ha voluto mettere l’accento sulla perdita d’identità e sull’alienazione spirituale a cui interessi economici e biechi egoismi hanno condotto anche l’amicizia più pura, azzerando quanto di bello e buono era esistito.
Il presente, edificato su cumuli di macerie morali, ha soppiantato il passato, stratificato con impegno e fatica su valori ormai arsi sulla pira della ricchezza per pochi.
Con una scrittura dura e schietta, l’autrice porta a galla questioni di profonda importanza sociale, politica, culturale e umana perché avvinghiate a prospettive che, cambiando, mutano la direzione verso cui indirizzare i passi nella ricerca di risposte.
Pensiero e azione sono facce della stessa medaglia; vita e morte si alternano come il giorno e la notte, idee e realtà si rincorrono senza mai raggiungersi, determinando un perfetto equilibrio narrativo pur nello squilibrato rapporto tra forze messe in campo in perenne opposizione.
Nella lotta per la sopravvivenza ogni gesto, ogni respiro, ogni parola non può fare altro che acuire la violenza da cui si propagano disuguaglianza e crudeltà, soffocando ogni barlume di speranza.
Il racconto cattura con forza dirompente perché riesce a trascinare il lettore dentro le vertigini di una crudeltà che neppure prova a mimetizzarsi sotto le spoglie di apparenze socialmente accettabili.
“Così quando la fine arrivò fu irriconoscibile. Un’azione piccola, insignificante: tirare l’acqua. Dopo un aborto di routine, l’ultimo di sette, si alzò, tirò la corda e si voltò a guardare il vortice dell’acqua. In quel grumo rosso, indistinto, le sembrò di vedere un profilo. Per meno di un secondo quell’immagine impossibile affiorò. Christine fece il bagno e tornò a letto. Era sempre stata poco sentimentale nei confronti degli aborti, considerandoli un anello in meno della catena che teneva insieme le persone, anche perché non aveva mai voluto diventare madre, mai”.
La straordinaria indagine di Toni Morrison conduce ad affrontare una delle verità più difficilmente accettabili, ovvero che l’amore, lungi dai luoghi comuni, può essere violento, tossico, soffocante, mortale.
È una presa d’atto che impone alla coscienza un risveglio brutale, ma necessario.
L’amore è malta per i ponti sospesi sugli abissi, ma è anche raffica di proiettili che uccidono senza pietà.
Se mai si potrà intravedere soluzione alla trappola mortale in cui talvolta l’amore si trasforma, sarà da cercare al di là dell’egoismo, della menzogna, dell’ipocrisia, del vantaggio personale.
Se resta anche solo una possibilità di riuscire nell’intento, sarà da cogliere al volo l’occasione e iniziare a intraprendere la più ardua della catarsi.
BIO
Toni Morrison (1931-2019) è stata scrittrice, saggista e docente, nota per aver esplorato la complessa realtà dell’identità afroamericana. Prima donna afroamericana a vincere il Premio Nobel per la Letteratura nel 1993, ha iniziato la sua carriera come editor.
Tra le sue opere più importanti ci sono: Amatissima, Saula, Canto di Salomone, Jazz.
Trovi il libro qui: Sperling & Kupfer




" La straordinaria indagine di Toni Morrison conduce ad affrontare una delle verità più difficilmente accettabili, ovvero che l’amore, lungi dai luoghi comuni, può essere violento, tossico, soffocante, mortale."....
E perde il nome di Amore nel momento che si lascia penetrare dall'odio.